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#WEBSTORYTELLING

Questa settimana vi presentiamo un altro interessante articolo sul mondo della comunicazione web (e non solo) scritto da Nadia Zabbeo in esclusiva per MMD, buona lettura!

web StorytellingDi seguito qualche considerazione su questa recente frontiera del marketing in grado non solo di valorizzare il brand ma anche di indurre i consumatori all’acquisto.
Alcuni di voi potrebbero essere indotti a pensare – ma cos’è lo storytelling? Un’altra “diavoleria” dei “markettari” che pur di incrementare le vendite ci raccontano favole?

E’ incredibile notare come la nostra mente spesso funzioni come un website, attivando link che ci fanno esplorare percorsi di pensieri ed emozioni partendo da un input iniziale.

Le mie considerazioni iniziano così, casualmente… l’input? I biscotti del Mulino Bianco e una tazza di caffè-latte. Il “link” si è attivato con la scritta riportata sul packaging: “Questa storia inizia con”… Un ritaglio, un frammento, uno “snippet”, un immediato collegamento con una storia, un racconto, un ricordo: le favole che mi raccontava pazientemente mia nonna. Erano favole tratte da repertori classici ma raccontate con entusiasmo. Storie irreali e irrazionali che esprimevano valori, che avevano la capacità di coinvolgermi e di entusiasmarmi. Ogni volta le stesse identiche fiabe eppure ogni volta trovavano in me uno spazio di rappresentazione per essere rivissute grazie alla capacità di coinvolgimento che mia nonna sapeva generare nei suoi racconti facendo uso di leve quali timbro di voce modulato, pause, espressioni del volto.
Un link di ritorno alla “homepage”, vale a dire, al packaging dei biscotti. Penso ora a Barilla, alla sua forma di pubblicità per la linea del Mulino Bianco che da anni coinvolge i consumatori facendo vivere emozioni con una storia composta da ingredienti molto semplici: un mulino, un impasto di farina e uova, a cui si aggiungono, nella più recente campagna pubblicitaria firmata JWT, l’attore Antonio Banderas che interpreta il ruolo del fornaio dialogando con una gallina-robot di nome “Rosita”. Barilla ci ha sempre insegnato molto in merito all’advertising tramite uso di storie, questo marchio certo sa come e cosa raccontare per conquistare la nostra fiducia.

story photo

Le considerazioni che potrebbero affiorare alla nostra mente sono : ma allora lo storytelling non è affatto un concetto nuovo, è sempre esistito, dov’è la novità, cos’ è cambiato? La chiave di volta, ancora una volta è il Web, che ha trovato dei canali di trasmissione estremamente efficaci, in grado di superare quelli tradizionali con la capacità virale di trasmettere emozioni e veicolare messaggi, ed è proprio nel web che questa modalità trova la sua dimora naturale. Uno dei principali fattori distintivi tra storia, spot-racconto fantastico e storytelling è la base di partenza: totalmente irreale nelle favole dei nonni, su base fantasiosa in una campagna pubblicitaria tradizionale, su base reale in uno storytelling aziendale. In quest’ultimo caso le aziende raccontano la loro storia, le loro origini, spesso fanno partecipare i dipendenti stessi alla sua messa in scena.

Perché questa modalità è in grado di indurre il consumatore all’acquisto? Perché un racconto su base reale fa cadere le barriere della diffidenza. Conoscendo maggiormente un’azienda siamo portati a comprenderla in tutti i suoi processi di fabbricazione, distribuzione, vendita, diventiamo, in un certo senso “solidali”. Lo storytelling richiede forti capacità relazionali e competenze psico-sociali come pure savoir-faire. Bisogna, in parole semplici, “saperlo fare” con lo stesso entusiasmo ed approccio usato dai nostri nonni e da una società come Barilla, generando coinvolgimento e legame emotivo con il brand, creando una forma di fiducia imprescindibile per eliminare barriere e far partecipi i consumatori alla vita dell’organizzazione in una dimensione di racconto che non viene tramandato dalle tradizioni popolari fino quasi a far parte del nostro inconscio collettivo, che non ha la durata limitata di uno spot televisivo ma si moltiplica nel tempo e nello spazio. Non vi è necessariamente bisogno di una trama, di un racconto, sappiamo quanto siano potenti le immagini: anche una successione fotografica può raccontare una storia: foto “vintage” che portano con se un valore storico, foto passate fino ad arrivare a foto attuali.

Troppo grandi per le favole? Sì, è una fase ormai conclusa della nostra esistenza ma non siamo certo troppo grandi per lo storytellin ….abbiamo appena iniziato a scambiarci racconti e abbiamo intenzione di continuare a farlo!

Nadia Zabbeo è nata a Milano. Ha iniziato il suo percorso accademico nel corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, orientandosi successivamente verso approfondimenti in ambito gestionale. Ha ottenuto la laurea in Scienze dell’Amministrazione (indirizzo Organizzazione Aziendale e Risorse Umane) nell’anno 2006. E’ consulente “on demand” nelle aree Social Media; Web Marketing Strategy; Strategie di Comunicazione.  Ha maturato negli anni  competenze nell’ambito dell’Organizzazione Aziendale, Social Media,  Web Marketing, Strategie ICT e Comunicazione di Impresa.  E’ autrice del libro “ICT Techno-companies & Domestic Market co- evolution”, edito da Esculapio. Profilo completo sul social network Linkedin:

Marco Motta

Consulente Creativo e Art director milanese, lavora nel mondo della comunicazione dal 1995, accumulando negli anni una ricca esperienza professionale. Dopo la laurea in Architettura e Master in Creatività Aziendale, fonda MMDesign, un'agenzia di comunicazione creativa. Viene chiamato regolarmente ad intervenire come consulente e formatore in corsi e seminari presso prestigiose aziende e multinazionali. E' riconosciuto come uno dei riferimenti italiani nell'ambito del Visual Design e della Comunicazione Efficace. Appassionato di arte, teatro, musica e viaggi.

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